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[21/02/2022] Stato Civile: Chiesa Anglicana: approvata la Legge che ratifica l’intesa con lo Stato italiano. Novità per gli Ufficiali di stato civile

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Si tratta della Legge  29 dicembre 2021 n. 240 che ha, di fatto, approvato l’Intesa sottoscritta tra il governo italiano e la Chiesa Anglicana (Chiesa d’Inghilterra) il 30 luglio 2019.

Infatti il 30 luglio 2019 la Chiesa d’Inghilterra, attraverso l’Associazione che la rappresenta in Italia, ha stipulato un’intesa con la Repubblica ai sensi dell’art. 8, ultimo comma, della Costituzione. Così la Chiesa d’Inghilterra si svincola dal regime delle confessioni ancora sottoposte alla legislazione sui “culti ammessi”. Si veda a tal proposito l’art. 19 della legge 240.

La Chiesa Anglicana

La Chiesa Anglicana o d’Inghilterra è nata per scisma dalla Chiesa cattolica quando, nel 1534, l’Act of Supremacy rinnegò l’autorità del Papa e conferì al Re d’Inghilterra  le prerogative, le giurisdizioni, i privilegi, le facoltà, le immunità, i profitti e i beni di capo supremo della stessa Chiesa compresa la nomina dei Vescovi.

Ancora oggi, la Regina d’Inghilterra rappresenta la suprema autorità della Chiesa ed esercita i propri poteri per mezzo del Primo Ministro, del Parlamento e di altri organi statali. Così la Regina nomina tutti i vescovi per il tramite del Primo Ministro, il quale, a sua volta, riceve le candidature da parte di un’apposita commissione ecclesiastica. Il Parlamento legifera per conto della Regina in materia di culto, liturgia, calendario ecclesiastico, disciplina del clero, ordinazione dei sacerdoti ecc.  A livello territoriale la Chiesa è tutt’oggi suddivisa in due province: Canterbury e York, a loro volta organizzate in più diocesi. La prima include la Diocesi di Gibilterra in Europa, la quale riunisce, a partire dal 1842, tutte le cappellanie anglicane dal Portogallo al Mar Caspio. La Diocesi si struttura, a sua volta, in più arcidiaconati, tra cui l’Arcidiaconato d’Italia e Malta, che si estende all’intero territorio della Repubblica italiana e della Repubblica di Malta.

Cosa cambia

Con l’entrata in vigore della nuova Legge 240 il matrimonio in Italia dovrà essere celebrato secondo quanto espressamente indicato nell’art. 18 della Legge.

Così saranno riconosciuti gli effetti civili ai matrimoni celebrati il rito anglicano davanti ad uno dei ministri di culto, iscritti nell’apposito registro del Ministero dell’Interno che siano  in possesso della cittadinanza italiana e residenti o domiciliati in Italia.

I nubendi che intendono celebrare il matrimonio secondo il rito della Chiesa Anglicana dovranno comunicarlo all'ufficiale dello stato civile in sede di richiesta delle pubblicazioni.

L'ufficiale dello stato civile, dopo aver proceduto alle pubblicazioni richieste dai nubendi, accerta che nulla si oppone alla celebrazione del matrimonio secondo le vigenti norme di legge e ne dà attestazione in un nulla osta che rilascia in duplice originale ai nubendi.

Il nulla osta dovrà indicare anche il comune di celebrazione così come indicato dai nubendi.

Nel corso della celebrazione del matrimonio il ministro di culto dovrà dare lettura degli articoli del codice civile come per il  matrimonio concordatario.

I coniugi potranno scegliere di indicare il regime patrimoniale della famiglia.

Il ministro di culto deve redigere l’atto di matrimonio in duplice originale.

Dall'atto di matrimonio, oltre le indicazioni richieste dalla legge, dovranno comunque risultare:

a)  il nome ed il cognome del ministro di culto dinnanzi al quale è stato celebrato il matrimonio;

b)  la menzione dell'avvenuta lettura degli articoli del codice civile riguardanti i diritti e i doveri dei coniugi;

c)  le dichiarazioni di cui al comma 5 eventualmente rese dai coniugi.

Entro cinque giorni da quello della celebrazione, il ministro di culto deve trasmettere l’atto, per la trascrizione, all'ufficiale di stato civile del comune dove è avvenuta la celebrazione. Quest’ultimo dovrà provvedere alla trascrizione entro le ventiquattro ore successive alla ricezione dandone notizia al ministro di culto.

Il matrimonio avrà comunque effetti civili dal momento della celebrazione, anche se l'ufficiale dello stato civile che ha ricevuto l'atto avesse omesso di effettuarne la trascrizione nel termine indicato.

Infine l’art. 13 della Legge prevede che, ove possibile, siano previste nei cimiteri pubblici aree riservate ai fedeli della Chiesa d'Inghilterra, ai sensi della vigente normativa.


Legge 29-12-2021 n. 240

Norme per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e l'Associazione «Chiesa d'Inghilterra», in attuazione dell'articolo 8, terzo comma, della Costituzione.

Pubblicata nella Gazz. Uff. 20 gennaio 2022, n. 15.

Estratto

Art. 1.  Rapporti tra lo Stato e l'Associazione «Chiesa d'Inghilterra»

1.  I rapporti tra lo Stato e l'Associazione « Chiesa d'Inghilterra» sono regolati dalle disposizioni della presente legge, sulla base dell'allegata intesa stipulata il 30 luglio 2019.

Art. 18.  Matrimonio

1.  Sono riconosciuti gli effetti civili ai matrimoni celebrati in Italia secondo il rito anglicano davanti ad uno dei ministri di culto di cui all'articolo 3, in possesso della cittadinanza italiana e residenti o domiciliati in Italia, a condizione che il relativo atto sia trascritto nei registri dello stato civile, previe pubblicazioni nella casa comunale.

2.  Coloro che intendono celebrare il matrimonio ai sensi del comma 1 devono comunicare tale intenzione all'ufficiale dello stato civile al quale richiedono le pubblicazioni.

3.  L'ufficiale dello stato civile, dopo aver proceduto alle pubblicazioni richieste dai nubendi, accerta che nulla si oppone alla celebrazione del matrimonio secondo le vigenti norme di legge e ne dà attestazione in un nulla osta che rilascia in duplice originale ai nubendi. Il nulla osta deve precisare che la celebrazione nuziale seguirà secondo la previsione del comma 1 e nel comune suindicato dai nubendi.

4.  Nel corso della celebrazione del matrimonio religioso il ministro di culto, ai fini degli effetti civili, spiega ai coniugi i diritti e i doveri dando ad essi lettura dei relativi articoli del codice civile.

5.  I coniugi potranno altresì rendere le dichiarazioni che la legge consente siano rese nell'atto di matrimonio.

6.  Il ministro di culto davanti al quale ha luogo la celebrazione nuziale allega il nulla osta rilasciato dall'ufficiale di stato civile all'atto di matrimonio che egli redige in duplice originale subito dopo la celebrazione.

7.  Dall'atto di matrimonio, oltre le indicazioni richieste dalla legge civile, devono risultare:

a)  il nome ed il cognome del ministro di culto dinnanzi al quale è stato celebrato il matrimonio;

b)  la menzione dell'avvenuta lettura degli articoli del codice civile riguardanti i diritti e i doveri dei coniugi;

c)  le dichiarazioni di cui al comma 5 eventualmente rese dai coniugi.

8.  Entro cinque giorni da quello della celebrazione, il ministro di culto davanti al quale è avvenuta la celebrazione trasmette per la trascrizione un originale dell'atto di matrimonio insieme al nulla osta all'ufficiale di stato civile del comune dove è avvenuta la celebrazione.

9.  L'ufficiale dello stato civile, constatata la regolarità dell'atto e l'autenticità del nulla osta allegato, effettua la trascrizione nei registri dello stato civile entro le ventiquattro ore successive alla ricezione, e ne dà notizia al ministro di culto.

10.  Il matrimonio ha effetti civili dal momento della celebrazione, anche se l'ufficiale dello stato civile che ha ricevuto l'atto abbia omesso di effettuarne la trascrizione nel termine prescritto.

11.  Resta ferma la facoltà di celebrare e sciogliere matrimoni religiosi senza alcun effetto o rilevanza civile.


Art. 13.  Cimiteri

1.  Ove possibile, sono previste nei cimiteri pubblici aree riservate ai fedeli della Chiesa d'Inghilterra, ai sensi della vigente normativa.


Art. 19.  Normativa sui culti ammessi e norme contrastanti

1.  Con l'entrata in vigore della presente legge, le disposizioni della legge 24 giugno 1929, n. 1159, e del regio decreto 28 febbraio 1930, n. 289, non trovano più applicazione nei confronti dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra» e degli enti confessionali che ne fanno parte.

2.  Ogni norma contrastante con quelle recate dalla presente legge cessa di avere efficacia nei confronti dei soggetti di cui al comma 1.

 



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