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[11/09/2017] Innovazione: Il Governo ha approvato lo schema di decreto per la modifica del CAD

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Il Consiglio dei ministri di venerdì 8 settembre 2017 ha approvato, in esame preliminare,  tre decreti legislativi che introducono disposizioni integrative e correttive ai decreti legislativi di attuazione della riforma della pubblica amministrazione. Tra questi di particolare rilievo il correttivo sul Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD).

Si tratta di uno schema di decreto legislativo che prevede disposizioni integrative e correttive al Decreto Legislativo 26/08/2016, n. 179, recante modifiche e integrazioni al codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n 82, ai sensi dell’articolo 1 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche.

Il decreto integra e modifica alcune disposizioni del CAD, in conformità a quanto previsto dalla legge delega, al fine di accelerare l’attuazione dell’agenda digitale europea, dotando cittadini, imprese e amministrazioni di strumenti e servizi idonei a rendere effettivi i diritti di cittadinanza digitale.

Le linee portanti del nuovo intervento legislativo sono:

  1. proseguire nell’opera di razionalizzazione delle disposizioni contenute nel CAD e di deregolamentazione già avviata con il precedente intervento;
  2. rafforzare la natura di “carta di cittadinanza digitale” della prima parte del Codice, concentrando in essa le disposizioni che attribuiscono a cittadini e imprese il diritto a una identità e a un domicilio digitale, quello alla fruizione di servizi pubblici online in maniera semplice e mobile-oriented, quello a partecipare effettivamente al procedimento amministrativo per via elettronica e quello a effettuare pagamenti online;
  3. promuovere integrazione e interoperabilità tra i servizi pubblici erogati dalle diverse amministrazioni;
  4. garantire maggiore certezza giuridica in materia di formazione, gestione e conservazione dei documenti digitali;
  5. rafforzare l’applicabilità dei diritti di cittadinanza digitale e accrescere il livello di qualità dei servizi pubblici e fiduciari in digitale;
  6. promuovere un processo di valorizzazione del patrimonio informativo pubblico e garantire un utilizzo più efficace dei dati pubblici attraverso moderne soluzioni di data analysis.

Con l’entrata in vigore del Decreto sarà rafforzata l’importanza del domicilio digitale. Si ricorda che il domicilio digitale è l'indirizzo elettronico valido al fine delle comunicazioni con valore legale. Esso non sarà più costituito soltanto da un indirizzo Pec: infatti per le persone fisiche saranno previste anche altre modalità. Il suo utilizzo sarà obbligatorio per le pubbliche amministrazioni e per alcune società a controllo pubblico. Sarà obbligatorio anche per i professionisti iscritti in albi ed elenchi e per le imprese e le società. Il domicilio digitale sarà costituito dall'indirizzo indicato da professionisti, imprese e società in albi, elenchi e registri. Peraltro già oggi la stessa funzione del domicilio digitale è svolta dalla Pec, obbligatoria per molti soggetti. Un successivo regolamento stabilirà le modalità di individuazione del domicilio digitale per le persone fisiche per le quali non dovrà essere obbligatoria la Pec. Le comunicazioni trasmesse al domicilio digitale producono gli stessi effetti delle raccomandate con ricevuta di ritorno e delle notificazioni.



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