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[22/02/2018] Contratto Lavoro: Nuovo contratto per gli Enti Locali

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Finalmente dopo quasi 10 anni è stato firmato, nella notte del 21 febbraio (ore 3,05), il nuovo contratto nazionale di lavoro per gli Enti Locali.

Il contratto riguarda oltre 460.000 lavoratori degli enti locali.

In un tweet il ministro Marianna Madia, commenta: “Firmato il contratto enti locali. Ora 467mila lavoratrici e lavoratori di regioni, comuni, città metropolitane e camere di commercio avranno un nuovo contratto. Concluderemo il percorso con la firma del contratto della Sanità”.

Il nuovo contratto – secondo quanto dichiarato da Federico Bozzanca, segretario nazionale della Fp Cgil Funzioni Locali – prevede “una ulteriore categoria economica per ogni area, la definizione delle sezioni speciali per la Polizia Locale. La previsione della costituzione della sezione per il settore educativo, nonché un rinvio per poter rivedere il sistema di classificazione. Inoltre rimane la normativa di miglior favore sul turno festivo infrasettimanale”.

Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, si dichiara soddisfatto e dichiara che “arriva una buona notizia per i dipendenti di Regioni, Province, Comuni, Camere di Commercio, enti e agenzie regionali. Traguardo raggiunto grazie a un lavoro di squadra e al senso di responsabilità di ciascuno degli attori coinvolti”.

Il meccanismo del nuovo contratto prevede un aumento lordo dello stipendio pari al 3,48% con un sistema lineare che aumenta i propri effetti al crescere della retribuzione di base. Negli scalini più bassi della gerarchia, questo produce aumenti lordi poco superiori a 50 euro al mese, ma qui interviene l’«elemento perequativo»: un tassello aggiuntivo che porta l’effetto complessivo sopra gli 80 euro lordi.

È stato previsto il consolidamento e la storicizzazione dei fondi contrattuali al 31 dicembre 2017 introducendo nuovi elementi di alimentazione dei fondi per il salario accessorio, a partire dalle risorse derivanti da leggi speciali, con particolare riguardo agli incentivi per gli appalti e alle risorse provenienti dal codice della strada, ex.art.208. Al tempo stesso vengono semplificate e rafforzate le indennità per valorizzare le professionalità presenti all’interno delle Amministrazioni.

L’accordo porta novità su diversi aspetti normativi (assenze, permessi e congedi, orario di lavoro ore, ferie, codici disciplinari, rapporti di lavoro flessibile). Tra i nuovi istituti si segnalano: i permessi per l’effettuazione di terapie, visite specialistiche ed esami diagnostici; la disciplina delle ferie solidali, che consente ai dipendenti con figli minori in gravi condizioni di salute, che necessitino di una particolare assistenza, di poter utilizzare le ferie cedute da altri lavoratori; alcune tutele per le donne vittime di violenza le quali, oltre al riconoscimento di appositi congedi retribuiti, potranno avvalersi anche di una speciale aspettativa.

Sono state anche ampliate le tutele riconosciute in caso di malattie gravi che richiedano terapie salvavita (quali chemioterapia ed emodialisi): infatti, le condizioni di miglior favore, prima circoscritte ai soli giorni di assenza nei quali si effettuano le terapie, sono estese anche al periodo successivo nel quale sia impossibile tornare al lavoro, per gli effetti invalidanti dovuti alle terapie effettuate. Il contratto ha inoltre recepito le nuove disposizioni sulle Unioni civili, prevedendo che tutte le tutele del contratto riferite al matrimonio riguardino anche ciascuna delle parti dell'unione civile.

Vengo aggiornate le tipologie di rapporto di lavoro flessibile con particolare riguardo ai contratti di lavoro a tempo determinato e  sono state estese ai dipendenti con contratto a termine alcune tutele (ad esempio, in materia di ferie e di diritto allo studio).

Viene anche effettuata una revisione del codice disciplinare dei dipendenti pubblici prevedendo specifiche sanzioni in caso di assenze ingiustificate in prossimità dei giorni festivi o per assenze collettive.

È stato individuato un nuovo meccanismo per l’attribuzione degli incentivi economici al personale che ha l’obiettivo di riconoscere premi aggiuntivi a coloro che abbiano ottenuto le valutazioni più elevate.

Sono state riviste le disposizioni che regolano la costituzione e l’utilizzo dei fondi destinati alla contrattazione integrativa per l’erogazione dei trattamenti economici accessori.

Sulle Posizioni organizzative il nuovo contratto prevede che negli enti in cui è prevista la dirigenza le somme per la retribuzione di posizione e di risultato non saranno più prelevate dal fondo del salario accessorio, ma saranno imputate a bilancio esattamente come già avviene dal 1999 negli enti senza la dirigenza. Gli incarichi di posizione organizzativa, che hanno un periodo massimo di nomina di 3 anni rinnovabili, vengono previsti per solo due (in passato erano tre) tipologie di attività:

  1. svolgimento di funzioni di direzione di unità organizzative di particolare complessità, caratterizzate da elevato grado di autonomia gestionale e organizzativa;
  2. svolgimento di attività con contenuti di alta professionalità, comprese quelle comportanti anche l'iscrizione ad albi professionali.

Per queste responsabilità viene prevista un'unica fascia di retribuzione di posizione che va da un minimo di 5.000,00 ad un massimo di 16.000,00 euro, da quantificare effettivamente sulla base di criteri predeterminati, che tengono conto della complessità nonché della rilevanza delle responsabilità amministrative e gestionali di ciascuna posizione organizzativa.

Per la retribuzione di risultato viene cancellata la vecchia regola del «minimo 10% - massimo 25%» della retribuzione di posizione: con il nuovo contratto ciascun ente dovrà dotarsi di nuovi criteri destinando a questa finalità una quota non inferiore al 20% delle risorse complessivamente finalizzate alla erogazione della retribuzione di posizione e di risultato di tutte le posizioni organizzative previste dal proprio ordinamento.

Introdotta anche la possibilità incarichi di posizione ad interim, che potrebbero portare ad un incremento dei valori della retribuzione dal 15 al 25%.

Viene anche introdotta un’interessante novità per gli Enti privi di dirigenti. Stante la regola che gli incarichi di posizione organizzativa dovranno sempre essere attribuiti al personale di categoria D, si prevedono due eccezioni:

  • potranno essere assegnati anche a dipendenti di categoria C, in totale assenza di quelli di categoria D;
  • ma anche, per una sola volta, anche a dipendenti di categoria C pur in presenza di lavoratori di categoria D che però non abbiano le competenze professionali richieste e al fine di garantire la continuità e la regolarità dei servizi istituzionali.

In questi casi, la fascia della retribuzione di posizione varia da un minimo di 3.000 a un massimo di 9.500 euro.

Vedi il nuovo contratto di lavoro



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