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[12/02/2007] I Pacs italiani si chiamano Dico

 PISA  28 febbraio e 07 marzo 2007   

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LA SPEZIA 23 febbraio    

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Il testo del disegno di legge varato all’unanimità dal Governo, nella riunione straordinaria del 08 febbraio 2007, cui non ha partecipato il Ministro della Giustizia Clemente Mastella in quanto fermamente contrario al riconoscimento, è in realtà il faticoso risultato di un compromesso tra l’ala cattolica più moderata e quella più radicale e laica della maggioranza.
I “Dico”,acronimo di “Diritti e doveri dei conviventi”, criticati dalle gerarchie ecclesiastiche e contestati dal centro destra, che annuncia battaglia in Parlamento, hanno ricevuto alcune critiche anche daii Radicali e dalle organizzazioni degli omosessuali.
Viceversa il Ministro dell’Interno, Giuliano Amato li ha definiti “ meglio dei Pacs francesi perché tengono conto effettivamente dei diritti e delle situazioni di sofferenza della persone, mentre i Pacs francesi sono prevalentemente una disciplina di diritti economici e non hanno nulla a che fare con l’affettività” .
Ma guardiamo al contenuto della bozza del provvedimento, che dovrebbe essere costituito dal 14 articoli, reperito al sito cittadino lex  
DESTINARI: persone maggiorenni e capaci, anche dello stesso sesso, unite da reciproco vincoli affettivi, che convivono stabilmente e si prestano assistenza e solidarietà morale e materiale. Quindi non solo coppie etero o omossessuali ma anche amici o parenti oltre il secondo grado, non legate da rapporti lavorativi, cioè ad esempio la badante e l’assistito.
La CASA: Nel contratto d’affitto della casa comune il convivente può succedere, purchè sia tale da almeno tre anni o vi siano figli comuni. Le coppie potranno accedere alle liste regionali per le case popolari.
SALUTE: è riconosciuto il diritto d’accesso per visita o assistenza.ciascun convivente può designare l’altro quale rappresentante in ipotesi di malattia che determini incapacità di intendere e volere.
PERMESSO DI SOGGIORNO: il cittadino straniero che non vanta un autonomo diritto di soggiorno può chiederlo per convivenza.
EREDITA’: E’ riconosciuta solo se la convivenza perdura da oltre nove anni. C’è una certa confusione tra la successione legittima e quella necessaria, per cui il testo si spera trovi aggiustamenti in Parlamento al fine di evitare interpretazioni errate.
Nel testo del disegno di legge non viene affrontata la questione relativa al diritto di reversibilità della pensione che probabilmente sarà trattato nell’ambito della riforma del sistema pensionistico. 
 
Rispetto il disegno di legge n. 18 giacente alla 2^ Commissione Giustizia del Senato non è più prevista la dichiarazione congiunta davanti all’Ufficiale dello Stato Civile. La convivenza sarà comprovata dagli atti dell’anagrafein conformità agli articoli 4, 13, comma 1 lettera b), 21 e 33 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223”.
Ci preme comunque sottolineare come la dichiarazione di convivenza, legata ai vincoli affettivi, sia già prevista proprio dall'art. 4 del regolamento anagrafico entrato in vigore nell'ormai lontano 1989.

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